Pittogrammi di sicurezza: significato e normativa

I pittogrammi sicurezza sono immagini semplici che comunicano un pericolo, un divieto o un obbligo senza bisogno di parole: si capiscono a colpo d’occhio, anche senza conoscere la lingua. Dalla segnaletica di un cantiere all’etichetta di un detersivo, ci accompagnano ogni giorno. Vediamo significato e normativa, e perché è un tema vicino a chi lavora nel mondo dell’auto.

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Pittogrammi sicurezza: cosa sono e a cosa servono

I pittogrammi sicurezza traducono un messaggio in un disegno stilizzato. Per essere efficaci devono essere il più semplici possibile, senza particolari di difficile comprensione, come richiede la stessa normativa italiana. La loro forza sta nella velocità: in caso di emergenza non c’è tempo per leggere un testo. Forma e colore fanno il resto: dicono subito se si tratta di un divieto, di un avvertimento, di un obbligo o di un’indicazione di salvataggio.

A livello internazionale la norma ISO 7010 uniforma i simboli e li classifica con un codice a lettera: E per emergenza, F per antincendio, M per obbligo, P per divieto e W per avvertimento. Per questo un cartello compreso a Milano lo è anche all’estero e dei pittogrammi sicurezza ben progettati non hanno quasi mai bisogno di testo.

Segnaletica e Testo unico: colori e forme dei cartelli

In Italia la segnaletica di sicurezza sul lavoro è regolata dal Titolo V (articoli 161-166) del Testo unico sulla sicurezza, il D.Lgs. 81/2008, e dagli Allegati XXIV-XXXII. La segnaletica va usata quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure tecniche e organizzative: segnala il pericolo, ma non lo sostituisce.

Tutti i pittogrammi sicurezza usati nei cartelli appartengono a categorie riconoscibili. I cartelli divieto sono rotondi, con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda diagonale rossi. Quelli di avvertimento sono triangolari, con pittogramma nero su fondo giallo. I cartelli di prescrizione sono rotondi, con pittogramma bianco su fondo azzurro. Quelli di salvataggio, tra cui il primo soccorso, sono quadrati o rettangolari, con pittogramma bianco su fondo verde. Ogni pittogramma sicurezza va posto vicino al rischio e tolto quando il pericolo non c’è più.

Suggerimento pratico: la normativa indica come regola per le dimensioni A > L²/2000, dove A è la superficie in metri quadrati e L la distanza di lettura. Un cartello con pittogrammi sicurezza da leggere a 10 metri deve quindi superare 0,05 m², cioè 500 cm².

Pittogrammi di pericolo e CLP: l’etichetta dei prodotti chimici

I cartelli sono solo una parte del sistema: sulle confezioni di detergenti, solventi, antigelo o additivi compaiono i pittogrammi di pericolo del regolamento CLP (Reg. CE 1272/2008). Il CLP è in vigore dal 20 gennaio 2009, si applica alle sostanze dal 1° dicembre 2010 e alle miscele dal 1° giugno 2015. I pittogrammi sono nove, a forma di rombo con bordo rosso su fondo bianco, e hanno sostituito i vecchi quadrati arancioni.

Attenzione a non confonderli: per segnalare sostanze o miscele chimiche pericolose si usano i pittogrammi CLP, non il cartello di avvertimento “pericolo generico”, che il Testo unico esclude per questo scopo, salvo l’indicazione dei depositi. Un pittogramma sicurezza del CLP descrive la natura del pericolo, mentre il cartello indica come comportarsi. Capire quali pittogrammi sicurezza usare, e dove, è il primo passo per un luogo di lavoro in regola.

Pittogrammi sicurezza in officina e autolavaggio: i gadget giusti

Officine, carrozzerie, autolavaggi e concessionarie vivono di cartelli: un pittogramma sicurezza vieta di fumare vicino ai carburanti, un altro impone guanti e occhiali, la cassetta del primo soccorso è ben segnalata e i prodotti riportano le etichette CLP. Per chi lavora in questo settore un gadget legato all’auto è coerente con l’immagine di cura e sicurezza, perché si usa ogni giorno e porta il tuo logo nell’abitacolo e nel bagagliaio dei clienti. Ecco quattro idee in cui i pittogrammi sicurezza incontrano il gadget, dalla chiave al parabrezza.

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Curiosità sui pittogrammi sicurezza

Lo sapevi? Il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008) è in vigore dal 15 maggio 2008 e ha riunito in un unico testo le norme sulla sicurezza sul lavoro.
Lo sapevi? Dal 1° giugno 2015 anche le miscele chimiche devono riportare i pittogrammi CLP: il rombo rosso su fondo bianco ha preso il posto del quadrato arancione.
Lo sapevi? Con la formula indicata dalla normativa, un cartello da leggere a 50 metri deve avere una superficie superiore a 1,25 m²: più la distanza aumenta, più cresce in fretta la dimensione richiesta.

Domande frequenti sui pittogrammi sicurezza

Il rosso indica divieto o attrezzature antincendio, il giallo un avvertimento, l’azzurro una prescrizione da rispettare e il verde salvataggio o primo soccorso.

Quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche e organizzative. La segnaletica non sostituisce la prevenzione.

Nelle immediate vicinanze del rischio o dell’oggetto da segnalare, in posizione ben visibile, e vanno rimossi quando il pericolo non sussiste più.

I cartelli segnalano rischi e comportamenti negli ambienti di lavoro, mentre i pittogrammi CLP stanno sulle etichette di sostanze e miscele chimiche e ne descrivono i pericoli.

Sono rotondi, con pittogramma nero su fondo bianco e bordo e banda diagonale rossi: ad esempio il divieto di fumare o di accesso.

Il pittogramma sicurezza del primo soccorso è una croce bianca su fondo verde, in un cartello quadrato o rettangolare; nella norma ISO 7010 ha il codice E003.

Sono nove, tutti a forma di rombo con bordo rosso su fondo bianco, e indicano pericoli come infiammabilità, tossicità, corrosività o danni all’ambiente.

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